La comunicazione sbagliata di Dario Franceschini


Non entro nel merito delle questioni politiche che legano l’ex-segretario PD al proprio partito. Sento di fare questo commento solo per evidenziare le lacune comunicative di Dario Franceschini in tempi in cui, al contrario, erano necessari determinazione e fermezza.

In politica non si era mai assistito al bombardamento di così tanti nuovi punti di riferimento comunicativi come quelli rappresentati dai registri che usa Berlusconi. Mi aspetterei dai politici che non la pensano come lui per lo meno l’uso di registri linguistici altrettanto efficaci. E’ ormai noto il culto della personalità del Premier. Non lo sentiremo mai ritrattare, in modo negativo, una affermazione o una scelta compiuta pubblicamente. Eventualmente si oppone alle critiche passando all’attacco dicendo che “è stato travisato”, “i giornalisti hanno scritto cose non dette”, “spesso distorgono la realtà”. Quindi, anche di fronte all’evidenza dei fatti (vedi caso escort, vedi ddl sul processo breve) non lo sentiremo mai pronunciarsi a suo sfavore. In termini di leadership questo è un atteggiamento vincente.

Prima delle recenti elezioni, Franceschini ha diffuso un video su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=A3bYmg9tYwA) e l’ho trovato pieno di contraddizioni comunicative. Alcune meritano davvero attenzione:

(0:26) “Oggi noi non governiamo”. Perché fissare nella testa della gente una banalità, dai connotati negativi, che è già evidente per l’opinione pubblica?

(0:29) “Un grande partito può fare bene anche stando all’opposizione” Qui si tende a radicalizzare l’idea che il PD (o chi sta all’opposizione) trovi il suo ambiente naturale nello stare all’opposizione. Andava detto esattamente l’opposto, evidenziando il disagio nello stare all’opposizione in modo tale che l’ambiente naturale sia quello del governare.

(1:10) “La destra e Berlusconi hanno governato il paese per ben 6 degli ultimi 8 anni”. Dichiarazione di forza degli avversari.

(1:41) “Mi sto confrontando con un avversario che ha mille volte più potere di me”. Ecco come sancire la superiorità dell’avversario. C’è bisogno di ammetterlo? Mi stai confermando che tutto sommato è meglio affidarsi a Berlusconi che nelle sue molteplici contraddizioni e conflitti (più o meno d’interesse) e’ sempre mille volte più potente di te. Così sei perdente a prescindere.

Voi mi direte: “Eh, ma mica tutti danno il giusto peso alle parole”. Sbagliato. Anche il cervello meno allenato (senza fare troppe similitudini) sa riconoscere un’accezione negativa da una positiva. Alla fine del discorso viene fuori un bilancio celebrale che è di fatto la percezione di ciò che si è sentito, l’impressione generale. Quello che sto cercando di dimostrare è che se, al suo discorso, Franceschini avesse tolto le parti sopra, il contenuto avrebbe filato lo stesso evitando inutili e dannose (sempre dal punto di vista della comunicazione) implicite ammissioni di sottomissione. Il discorso ne avrebbe acquistato in forza e concretezza.

Anche il modo di comportarsi è comunicazione. In campagna elettorale per le primarie è praticamente andato a “chiedere scusa” a tutti: agli imprenditori, alle donne, al mondo interno per gli errori commessi in passato dal partito. Più volte da lui stesso ammesso nei vari talk-show e interviste (provate a digitare “Franceschini chiede scusa” su Google e guardate cosa viene fuori). In questi casi bisogna lasciare che il tempo metta una pietra su ciò che è stato in passato. Se lo ritiri fuori riporti alla mente dei tuoi elettori situazioni negative. Ce n’è bisogno? I leader non hanno mai una gran voglia di chiedere scusa.

La scelta del vice-segretario nero giustificata con “non solo perché e bravo, ma soprattutto perché è nero” è un imbarazzante autogol che non merita neppure troppe spiegazioni.

Il calzino turchese è stata solo l’ultima di questa sequenza di errori. Credeva di sancire chissà quale libertà personale. Si capirà meglio in seguito che il magistrato non starà al gioco di Brachino e, restandosene in silenzio, attualizza una saggia strategia comunicativa (la sua). Franceschini con quel gesto ha scelto di fare proprio un carico mediatico che non gli apparteneva ed ha semplicemente generato imbarazzo tra i suoi colleghi di partito e alleati. Non ha caso nessun leader “amico” lo ha seguito nella provocazione.

Questi comportamenti e le frasi che vi ho riportato sopra, denotano una certa ingenuità stilistica (ma anche di contenuto) da parte di Franceschini. Una specie di umile buona fede che si giustifica solo al chierichetto quando sbaglia a servire messa, non certo a colui che vuole essere, non dico un trascinatore, ma almeno un sicuro punto di riferimento di parito. Che lo vogliamo o no le cose stanno così: ottieni consenso solo quando sei credibile (molto spesso a prescindere dalla bontà di ciò che si dice). Se, al contrario, si preferisce che la commiserazione predomini negli assunti, l’esito è già scritto: amaro in bocca e senso di impotenza.

Mi sento di dare un consiglio al popolo del PD, ma soprattutto ai suoi dirigenti: l’arma di comunicazione più efficace per sconfiggere una persona che ha il culto della personalità e dallo spiccato approccio ego-centrico è una sola: l’indifferenza. Ignorare chi fa di tutto per essere notato è la migliore strategia comunicativa.

Amici: spettacolo & distruzione dello spettacolo


Due considerazioni a proposito dell'attuale edizione di Amici. Una soggettiva (gusto personale) ed una oggettiva (critica).

Trovo Maria De Filippi più rilassata e si vede, seppure nella sua sempre scarna conduzione. Giusto qualche siparietto ad onore alla drammaturgia televisiva. Per quanto riguarda i ragazzi, alla strategia dell'odio e del conflitto, è stata preferita quella del rispetto e della stima reciproca (anche qui con qualche sporadica eccezione). Quest'anno si apprezza la danza ma soprattutto il canto. Pierdavide Carone (giovanissimo cantautore) ricorda la lucida follia di Rino Gaetano e l'intelligenza del Bennato prima maniera. Emma Marrone, ruvida e dolce voce black, capace di emozionare senza troppa fatica. Loredana Errore, una specie di "alieno" di 24 anni la cui voce è un perfetto mix tra la più graffiante Gianna Nannini e la più intensa Mia Martini ed dalla quale Beppe Vessicchio, con un sorprendente outing, ha ammesso di esserne soggiogato. Non aggiungo altro. Chi non li avesse visti all'opera è ancora in tempo. Fatelo.

Ora la questione televisiva. Credo che Amici contribuisca alla distruzione del concetto di "spettacolo televisivo". Quello che un tempo, andava in onda solo su Rai 1, in prima serata e, spesso, abbinato alla lotteria Italia. Mi spiego meglio. Portare in diretta (e in rigorosa presa live) personaggi del calibro di Shakira, Robbie Williams, Nelly Furtado (non per ultimo Alex Britti, con la bravissima Gabriella Scalise) alle 15.00 del sabato pomeriggio e senza neppure pomparli troppo, anzi quasi fosse una cosa normale, contribuisce a spiazzare la naturale inclinazione del pubblico abituato a gustarsi tali ospitate come un cioccolatino dopo cena. Del resto se anche a Quelli che il calcio si permettono alle 14.30 prestigiosi nomi del panorama musicale nazionale ed internazionale, tra un Caputi e un Bettarini, la questione è seria. La totale mancanza di programmi di spessore qualitativo nel prime time è fin troppo evidente. Il tutto in attesa dell'Isola e, di più, del serale di Amici. Sono sempre più d'accordo con Grasso: il fatto che RAI e Mediaset non siano più in competizione deturpa la fisiologica dinamica televisiva.

Abbastanza facile

Finalmente anche il giovane responsabile delle nuove tecnologie RAI ha varcato la bianca soglia di Porta a Porta e si è lanciato non su un plastico, ma su una tipica postazione TV della maggior parte delle famiglie italiane. Infatti, chi non ha in casa almeno 1,60 -1,70 metri lineari di televisore? Comunque, parafrasando l'erudito giovine, direi che è tutto "abbastanza semplice". Con il troppo economico decoder ZAPPER vedi il segnale digitale ma non ci fai niente se non ricevere in modo confuso i canali. Allora dovresti puntare almeno alla versione ZAPPER "bollino grigio" (tipo Vecchia Romagna etichetta nera) che ti permette qualcosina in più ed ha la CAM. Ma non tanto quanto un decoder DDT MHP perché interattivo e prevede la CAM integrata, ci vedi la PAY TV e video ON-DEMAND. Abbastanza semplice. Entriamo nel menu di configurazione, andiamo in impostazioni, impianto, DDT, opzioni, configura, scegli, sintonizza. Ah! Quando sei dentro il quinto sotto-menu dovresti decidere se vuoi la scelta sequenziale oppure optare per sintonizzazione LNC. Abbastanza semplice. Ci metti 4 minuti a sintonizzare (consiglio personale, a seconda dei casi, davanti o dietro a quel 4 metteteci un 1). Abbastanza semplice. Altrimenti ci sono i nuovi TV LCD con il DVB-T integrato, ma non tutti con la CAM (ovvio) che di solito è nei FULL HD HDMI. Detto questo, e una volta fatta la sintonizzazione, molto probabilmente dovrete rifare tutto da capo perché le frequenze a fine anno cambieranno di nuovo. Abbastanza semplice. Vespa, sorpreso chiede "Perché vedo due telecomandi"? Beh, uno per la TV l'altro per il decoder. Abbastanza semplice. Comunque con 100-150 euro + IVA (fattura signora?) chiami un'antennista e risolvi tutti i tuoi problemi. Abbastanza semplice, no?

Anno 3000


Avete presente le teste dei personaggi famosi (politici, cantanti, sportivi) di Futurama di Matt Groening? Quelle che riescono ad avere autonomia di parola e pensiero grazie alla formalina effervescente (inventata dal Prof. Ron Popeil) di cui è piena la campana di vetro? Ecco sono sicuro che nel quarto millennio vedremo tranquillamente la testa di Pippo Baudo presentare Domenica IN accompagnata della testa di Pippo Caruso, la testa di Bruno Vespa allietare le seconde serate degli umani e degli alieni e la testa di Gianni Morandi invitare, nel prime time serale, la testa di Riccardo Fogli. Come ospite si intende.Noi non ci saremo più, ma loro sì.

Breve, troppo breve.


Ammettiamolo, il disegno di legge sul “breve processo” deriva da uno dei tanti conflitti di interesse che il premier si trascina dietro da tempo e nulla hanno a che vedere con il governare un paese. Sicuramente la riforma della giustizia è uno dei tanti punti che il parlamento dovrà affrontare, ma dubito che lo si possa fare bene in 48 ore e concentrati esclusivamente su solo uno dei tanti eterogenei aspetti che il settore presenta. Credo che questo tipo di notizie appassionino gli Italiani tanto quanto una soap-opera da titolo “vediamo come va finire”, trascurando di appassionare, invece, gli stessi italiani su problemi la cui generalità potrebbe essere di ben più urgenza rispetto a questi.

Porno sul web: niente a confronto dei social network

Gli amici mi chiedono spesso come bloccare i siti pornografici in cui si imbattono (più o meno inconsapevolmente) i loro figli. Io rispondo sempre che il problema non sono i siti porno (o per lo meno è una questione che un genitore maturo sa affrontare benissimo). Tra l'altro, quella di bloccare i siti porno è una azione utopica in quanto vengono rigenerati automaticamente con indirizzi IP diversi (che imbrogliano i DNS) e portati nelle prime pagine dei motori di ricerca quotidianamente e sistematicamente. D’altronde il business del settore è enorme. Si può arginare il problema fino ad un ragionevole numero di limitazioni, ma non impedire l’accesso al 100% dei siti. E’ una lotta contro i mulini a vento.

Al contrario, cerco di spostare la loro attenzione su un problema molto più serio di questo secolo tecnologico. Il Web 2.0. Ovvero i siti in cui è possibile in tempo reale scambiarsi reciprocamente foto e informazioni sensibili. Fanno parte di questa famiglia i blog, i social network (come Facebook, Twitter, MySpace, FriendFee, ecc.), i forum e i molti software che usano il canale della rete per comunicare come MSN Messanger, Skype, CU-seeme, ecc. Inoltre sono da considerarsi ambienti “a rischio” anche tutti i giochi on-line multiplayer che hanno quasi sempre una chat incorporata con cui dialogare durante il gioco.

Leggete questa notizia:

L’unica vera maniera di difendersi da questo nuovo modo di comunicare (che non va demonizzato, ma solo compreso e usato bene) non è spegnere definitivamente il computer oppure oscurare il web, ma lavorare (faticosamente) sulla prevenzione. Ecco degli spunti per una buona condotta sui social network che un genitore dovrebbe affrontare viso a viso con i propri figli:

1) Evitare il più possibile di mettere foto personali sul web. Spesso le foto sono il primo filtro di “scelta” da parte del malintenzionato. Gli adolescenti postano le loro foto (vera), mentre gli adulti male intenzionati tendono a presentarsi con foto da adolescente (falsa).
2) A meno che non sia veramente l’amica/o del cuore o ben conosciuto non fate accendere la webcam (telecamera).
3) Non acconsentire l’ingresso di nuovi amici all’interno del proprio profilo (o pagina) a meno che non si conoscano personalmente i soggetti.
4) Sarebbe meglio che i nuovi amici fossero parte dell’ambiente di amicizie del mondo reale. Persone viste e conosciute di persona.
5) Non acconsentire l’ingresso dell’amico che è amico dell’amico. Lasciate che gli amici degli amici rimangano tali, se non avete avuto modo di incontrarli di persona.
6) Fatevi sempre prima un’idea precisa della persona con cui “chattate”.
7) Non è necessario fare click su “Cerca nuovi amici”, quelli che avete saranno più che sufficienti.
8) Più della metà dei dati inseriti nei profili dei “nuovi amici” sono falsi (spesso adulti che si spacciano per adolescenti).

Il controverso utilizzo di strumenti di socializzazione come Facebook fa sicuramente riflettere, ma non per questo deve spaventare. La tecnologia fa progredire una nazione. Solo che, essendo particolarmente sofisticata, Internet offre sviluppi “sociali” difficilmente controllabili. Perciò, in questo caso, il vecchio adagio “non dare confidenza agli sconosciuti” ha ancora il suo pieno significato.

Guardatevi questo servizio delle Iene girato qualche tempo fa : http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=iene&data=2009/03/07&id=5137&from=iene

Non bastano due righe a dipingere l’intero quadro del vasto mondo interattivo di Internet, ma se farete girare questo messaggio, un po’ alla volta, ci sarà un più di cultura sull’argomento.

Per Beppe Vessicchio: Pierdavide Carone


Buonasera Vessicchio.

Breve commento a proposito di Pierdavide Carone (edizione 2009-2010 di "Amci")

Ho recentemente riascoltato "Uffà Uffà" (1980) di Edoardo Bennato, un concentrato di ilarità e spregiudicatezza che all'epoca era molto vicino alla pazzia. Se trovasse 2 minuti la invito a riascoltare pezzi come "Allora avete capito o no?", "Che combinazione", "Restituiscimi i miei sandali" e "A Licola".

Non sembra anche a lei che Pierdavide abbia lo stesso pizzico di esuberanza creativa che lo fa avvicinare molto ai contenuti del Bennato prima maniera? Ferma restando la sua naturale somiglianza al timbro vocale di Rino Gaetano (ma questo lo si era capito già...).

Con stima e affettto.

Lettera a Remo Bodei


Ho letto con estrema attenzione il pezzo di Remo Bodei su Corriere.it. http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_11/cibo_eros_violenza_desideri_Bodei_8a913112-863f-11de-a11a-00144f02aabc.shtml

E’ veramente ben scritto e, difficilmente, si può essere in disaccordo. Anzi, dico di più. Questo spaccato analitico che ci ricorda “dove stiamo andando” è qualcosa con cui tutti dovrebbero entrare in contatto. Non limitarsi alla lettura, ma fare proprie le considerazioni, glia assunti.

Detto questo, scusandomi per l'ingenerosa riduzione ai minimi termini dell'articolato passaggio, sarebbe un privilegio se lo stesso Bodei potesse darmi il suo parere su alcune mie personali osservazioni.

Ho capito che se manteniamo i nostri atteggiamenti (desideri, bisogni, stati d’animo, azioni, ecc..) legati al riconoscimento dei propri limiti potremo vivere in equilibrio tra le nostre aspettative e la realtà dei fatti. Al contrario, se cederemo al “tutto qui?” una volta raggiunti quelli che ritenevamo essere i nostri traguardi, ne avremo ancora di nuovi e ancor più irraggiungibili e cadremo inesorabilmente nella trappola dell’appagamento per “eccesso” (cibo, sesso, ecc..)

Ma se una volta raggiunto l’obiettivo, il desiderio, l’oggetto ci sentissimo veramente appagati, non trova che sarebbe l’inizio della fine? Penso che la spinta propulsiva, l’energia di continuare, di vivere, di andare avanti di migliorarsi, di guardare oltre sia figlia proprio del non accontentarsi mai. Non è forse grazie alla volontà di voler superare i limiti se le civiltà prosperano? E ancora, chi veramente può dire quali sono i limiti? Forse il più grande desiderio dell’uomo è quello di poter desiderare e se questo fa parte del nostro DNA invece di arginarlo dovremmo, capirlo interpretarlo, assecondarlo. Purtroppo esistono derive dovute agli eccessi che lei ha ben spiegato, ma che sono – anche se in modo irrazionale – fisiologiche all’inerzia di questa naturale tendenza al progresso.

Difficilmente Bodei troverà il tempo per rispondere a questi miei pensieri. Non importa. Sarà uno dei miei desideri irraggiungibili e che servirà per poterlo leggere ancora di nuovo con piacere in futuro.

Con stima e affetto.

Luca, Paolo e le Iene: uno spiraglio di luce...


Sono tornati in prima linea. E finalmente, dico io. Diciamocelo, c'è stato un periodo nel recente passato della coppia genovese in cui non erano più così brillanti, rilegati al ruolo di meri presentatori ed in prima linea con un Camera Cafè spento e un po' troppo lasciato all'inerzia di se stesso. A dimostrazione che ripartire da ciò che di buono è stato fatto non è mai uno sbaglio, ecco di nuovo i mai troppo rimpianti "Cugini merda": freschezza, lucidità e avido sarcasmo vs personaggi che (meno male) stanno al gioco e fanno riuscire le gag al meglio. In pochi minuti, lacrime agli occhi dal ridere.

Per chi non li avesse ancora visti all'opera e volesse staccare la spina per qualche minuto, vi prego di fare un click su questi link. Non ve ne pentirete:



Un 10 e lode alla nuova rubrica "Sconvolt Quiz" condotto da Torielli (autori: Viola e Longinotti). Domande di una certa difficoltà algoritmica (tipo quanto fa 12+7) fatte a ragazzi che fanno l'alba in discoteca. Un esperimento che nella sua comicità spontanea e del tutto naturale, fa uscire un quadro decisamente inquietante. 10 e lode a chi si è occupato del montaggio ed ha scelto le musiche di sottofondo. Un piccolo capolavoro da non perdere: http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=iene&data=2009/09/29&id=5352&from=iene

Lucci è lui stesso un programma a parte. Una specie di spettacolo nello spettacolo: un uomo, un genio.

Ai servizi di inchiesta dobbiamo dare sempre la sufficienza perché condotti con criterio (anche se gli argomenti trattati, a volte, non sono proprio così coinvolgenti).

Finalmente qualcosa da registrare e rivedere.

Viva Le Iene stagione 2009-2010.

Domenica cinque: tutta un'altra storia


Barbara D'Urso lo aveva promesso: "La mia domenica sarà diversa da quella di Paola Perego: più approfondimento".

Infatti mentre Francesca Cipriani (ex GF, ora votata al nulla assoluto) si chiedeva se ciò che si mette dentro una betoniera fosse "lievito", i sottotitoli passavano seriosi nel ricordarci di lì a poco, questo acuto oggetto di approfondimento: "Insultarsi nei reality si può, lo dice la legge. Tra poco i concorrenti più litigiosi"

E' vero con la D'Urso è tutta un'altra storia (a cui un po' di revisionismo non farebbe male).

Simona Ventura su CorriereTV


I lettori di Corriere.it incontrano in video chat Simona Ventura. Moderatore: Aldo Grasso"
Aldo Grasso, sulla destra legge le domande, Simona Ventura, a sinistra risponde. O almeno ci prova... Ecco, in ordine sparso, qualche perla di saggezza.

Grasso: "Cosa vorresti che i tuoi programmi comunicassero?"
Ventura: "Vorrei risollevare l'immagine dell'Italia all'estero. Perché voi non vi rendete conto, ma non siamo messi molto bene (presumo si riferisse all'ambito televisivo).
Grasso non commenta, e passa alla prossima domanda (ma nella testa, sono sicuro, gli ronzava un "Chissà perché" e poi si sarà morso la lingua)

"Io che sono, assieme a pochi altri, una persona leader della RAI" (?!?)

"Il David Letterman Show è un format molto DECLINATO" (probabilmente voleva dire "inflazionato", "imitato"). Qui ho visto un attimo di livore sulla faccia di Grasso.

"La mia mamma mi diceva di passare dove l'acqua è più bassa"

"C'è un momento toro e uno orso (che, per sua informazione, fuori dall'ambito dei mercati azionari non rende alcuna idea).

"Sono una che anticipa le cose e che guarda avanti. Per esempio, adesso sono qui ma in realtà sono già da un'altra parte". Questo spiega tante cose.

"Non ho molto tempo per guardare la TV ma ogni domenica mattina non mi perdo una puntata di Mezzogiorno in Famiglia". E questo spiega molte più cose.

Domanda interessante di un utente "Se tu fossi il direttore generale della RAI e tu avessi carta bianca, quali sarebbero le prime 3 cose che faresti"
Ventura: "Dunque...prima di tutto dei 49 direttori attualmente in essere, rimarrebbero solo 9, soprattutto rimarrebbe Carlo Freccero, tutta la vita"
Grasso:"Seconda cosa?"
Ventura"..Ehm...mah...poiii..."
Grasso:"I TG sarebbero da migliorare"
Ventura" Ecco sì, i TG"
Grasso "E terzo?"
Ventura "Terzooo..ehm...mah..boh.."
Grasso "Va beh dai, va bene così.." (e qualcuno dice che potrebbe fare anche la direttrice di rete...mah).

Grasso: "Chi è adesso il direttore di RAI 2?" (lo sa benissimo, me è sempre meglio chiedere)
Ventura: "Massimo Liofredi"
Grasso: "E da dove viene?"
Ventura: "È stato capostruttura delle ultime edizioni di Domenica IN"
Grasso "Accidenti " (inteso come " 'sti caxxi")

Ventura: "Sul velinismo e sulla tv trash non abbiamo ancora toccato il fondo"
Grasso fissa per un attimo la ventura, inforca gli occhiali e mentre guarda il monitor per leggere la prossima domanda esclama: "Ne sono convinto anche io".

Un trionfo!

Uno mattina....estate a luci rosse!


Chi di voi sperava in qualche passaggio piccante rimarrà deluso. Io intendo proprio le luci rosse, quelle che stanno sopra le telecamere e che noi non vediamo perché sono puntate verso colui (o colei) che sta di fronte all'obiettivo e che si accendono e si spengono a secondo della creatività del regista. Nel caso della bella Miriam Leone (Uno Mattina Estate, Rai UNO ore 6.45) però c'è un tale abuso di questo oggetto che veramente ci si legge qualcosa di morboso. Non stacca gli occhi dalla telecamera, se deve fare qualche domanda o commentare delle risposte lo fa guardando SOLO l'obiettivo, mentre uno si aspetta (anche per rispetto dell'interlocutore) che questa interagisca in un dialogo normale. Macchè. Sembra proprio che gli argomenti trattati non importino un fico secco, l'importante è guardare l'obiettivo. Qualcuno deve averle detto di farlo e lei l'ha preso alla lettera. Date un'occhiata a questo passaggio (uno tra i mille in circolazione): http://www.youtube.com/watch?v=O0mavnBZxEs&feature=related

E' così concentrata a guardare l'obiettivo che spesso sembra non parli al pubblico ma proprio al pezzo di vetro della lente della camera. Tra l'altro tutta questa concentrazione le fa dimenticare di fare attenzione alle luci rosse. Infatti cade spessissimo nell'inesorabile effetto di sembrare parlare con l'assistente di studio invece che con il pubblico (camera da un lato, sguardo dall'altro).
Se non volete perdere il suo sguardo magnetico, fate in fretta perché Uno Mattina Estate finisce l'11 settembre (e non aggiungo altro).

Eventi sportivi: sfruttare la versatilità del digitale...


Non ho veramente niente contro i telecronisti sportivi ma non possono nemmeno impormeli se non li desidero. Questo argomento appassiona molto il forum e non biasimo chi vorrebbe semplicemente seguire l'evento attraverso l'audio-ambiente.

Non voglio annoiare nessuno spiegando la differenza che c'è tra segnale analogico e segnale digitale ("Teorie e tecniche dei nuovi media" esame sostenuto prima che mi laureassi), tutti possono informarsi, basta andare su Wikipedia. Se c'è un vantaggio che il segnale digitale si porta dietro è quello di poter organizzare l'informazione (video+audio) in "settori" come se fosse un'autostrada a più corsie. Grazie a questa caratteristica, infatti, è possibile con una semplice pressione del telecomando seguire molta della programmazione in lingua originale oppure tutto in italiano. Chi non ha SKY avrà avuto a che fare almeno una volta con il menu di un DVD attraverso il quale si può personalizzare la visione del contenuto (lingua, audio, ecc..).E cco stesso discorso.


Non sarebbe fantastico (ma soprattutto democratico) lasciare a noi utenti, con una semplice pressione di un tasto, la possibilità di decidere se desideriamo il commento dei telecronisti oppure no? Lasciare i suoni "live" di un evento sportivo (partita di calcio, olimpiadi, nuoto, ecc..) è una sensazione bellissima. Ve lo dico perché sono un appassionato di football americano e là costruiscono interi servizi (da 30 o 60 minuti) di solo audio live. E' veramente esaltante sentire cosa si dicono i giocatori nelle pause, gli allenatori, le strategie durante le azioni di gioco, ecc... Ti fa veramente vivere l'evento attraverso un punto di vista tutto nuovo che non provi neppure stando seduto in tribuna. E' la quinta essenza dello spettacolo.


Qualcuno nel forum ha semplicisticamente suggerito di abbassare l'audio per non sentire la cronaca dell'evento. In questo modo, però, perdo anche le musiche di sottofondo (nuoto sincronizzato o pattinaggio) o il suono della scarpetta da calcio che colpisce il pallone per il cross e così via. Non sono d'accordo.


Visto che grazie alla tencnologia è già possibile, vorrei decidere io se ascoltare 10 microfoni aperti sul campo oppure 10 Varriale che mi raccontano (da un punto di vista tutto personale) cosa succede.


Rimango fiducioso.


Perché nessuno si era accorto che il TG1 è proiettato nel terzo millennio?


Voi, profani e distratti frequentatori di questa piazza elettronica, non vi eravate accorti che il TG1 è entrato nel terzo millennio ormai da tempo. Per chi non lo avesse notato alla destra e alla sinistra del conduttore di turno (a qualsiasi ora del giorno e della notte) ci sono due strumenti che traghettano la testata direttamente oltre le colonne d'ercole del linguaggio binario. Queste due nano-tecnologiche risorse sono: un mouse e un telefono cordless.

Ah, quale sagacia digitale, ah quale creatività hi-tech!Ora, se qualcuno sapesse spiegarmi il perché queste due avveniristiche protesi tecnologiche devono permanere alla vista del telespettatore ne sarei molto grato. Il mouse non viene mai usato (probabilmente ha anche le pile scariche e non è connesso ad alcun PC), l'altro, il telefono cordless, non ha proprio senso, avendo i conduttori speaker da tutte le parti (auricolari compresi). Sarò più diretto: quante volte avete visto usare questi due oggetti in diretta (o anche fuori onda)?Se questo è tutto lo sforzo comunicativo per trasmettere l'idea che il TG1 è avanti, beh...andiamo bene!

Sono antiestetici, inutili, e da vecchi: via quei due ridicoli oggetti dal tavolo del conduttore.Ps.: a breve posterò la seconda chicca tecnologica (taroccatissima) che è apparsa costantemente in una delle tante trasmissioni del week-end mattutino della scorsa stagione...

Pubblicato anche su: http://forum.corriere.it/televisioni/20-07-2009/perch_nessuno_si_era_accorto_che_il_tg1_proiettato_nel_terzo_millenni-1311536.html

TG2: c'era una volta la pubblicità occulta...


Il TG2 delle 20.30 di ieri ha dedicato un ampio servizio all'apertura del meeting del G8. Così ampio che forse un po' meno bastava (e avanzava). Così si sono inventati un servizio di circa 2 minuti a dir poco "stravagante". Secondo la redazione, il pubblico doveva essere necessariamente informato sul fatto che le stanze che stanno ospitando gli invitati sono state tutte rimbiancate e arredate secondo l'Italian Style. E via giù con la RICHARD GINORI che ha creato un set di tazze, piatti, piattini, sotto piattini, sopra e sotto posate, bicchieri, in serie limitatissima e collocati in ogni stanza SOLO per fare colazione; la GRIGIO PERLA ha fatto trovare dentro l'armadio un set di 3-4 pigiami (non si sa mai) tutti rigorosamente creati per l'evento; la pasta DE CECCO (con tanto di logo in bella mostra) ha avuto l'esclusiva per la fornitura della pasta, appunto, e anche per l'olio extra vergine di oliva, e via...via...altre esclusive alimentari fino ad arrivare (non sto scherzando) alla Nutella della FERRERO (si c'era anche quella, con la crema di nocciola che si posa delicatamente sulla fetta di pane). Ora la chicca. Siamo all'8 di luglio, ma il TG2 per chiudere questo utilissimo servizio ci informa che la BELSTAFF (anche qui logo + foto) ha creato 40 copri abito + 40 giacconi imbottiti super personalizzati e super fashion-sobrio-elegante per i graditi ospiti. E sapete perché? Perché...... - reggetevi forte - ....erano stati disegnati direttamente dal PREMIER!!! Sì, Berlusconi, tra un logo "Magic Italy" e l'altro, ha trovato il tempo per disegnare ed inviare dei bozzetti alla Belstaff su come dovevano essere fatti i capi in questione. E l'azienda glieli ha prodotti come li voleva.

Ma siamo impazziti??? Almeno una volta la pubblicità era occulta. Adesso, in barba alle più elementari regole del buon gusto, te la sbattono proprio in faccia con tanto di servizio confezionato. Ma quale cavolo è il valore informativo di questa notizia, a parte il fatto che Berlusconi si è messo pure a disegnare abiti? La nota politica, fulcro dell'evento, era corredata dalle immagini delle macchinine bianche con cui arrivavano i vari leader (giusto per distogliere l'attenzione del telespettatore da ciò che veniva detto) mentre quella sull'Italian Design (e relativi produttori) era proprio simmetrica al commento (logo prodotto+descrizione). Senza una sbavatura, tutto perfetto.

Tutto perfetto? Boh...

Pubblicato anche su: http://forum.corriere.it/televisioni/09-07-2009/tg2_cera_una_volta_la_pubblicit_occulta-1305697.html

Mistero: gli alieni tornano tra 15 giorni...


Ho visto e sentito Pablo Ayo, esperto di misteri (?!?) raccontare su Italia 1 quanto segue: "....uno degli Alieni le ha iniettato un liquido nelle vene contenente un virus che per loro (gli Alieni) era mortale e non si sarebbero più potuti riprodurre. Sempre gli Alieni hanno confermato (comunicando con la telepatia) di conoscere perfettamente il DNA del genere umano e che al nostro organismo, il virus, non avrebbe fatto niente. Anzi, avremmo prodotto degli anticorpi utili per debellare il virus stesso. Gli Alieni, sapendo tutto questo, hanno detto al "recettore" - sempre telepaticamente - che sarebbero tornati tra 15 giorni per prendersi gli anticorpi". Resta un mistero sapere sarebbero tornati con o senza ricetta medica.

Scegliete voi cosa è peggio:

1) la str..z.ta che ha detto l' "esperto"

2) il fatto che Ruggeri lo stesse ascoltando con estrema attenzione e con addirittura segni di accondiscendenza

3) il fatto che Italia 1 è ormai arrivata alla canna del GAS e che per fare odiens si affida a degli autori dalla spiccata creatività border-lineMistero.Ps.: faccio notare che ho sempre scritto Alieni con la "A" maiuscola per rispetto degli stessi...

Il piano respingimenti


Concordo con il piano dei respingimenti alla frontiera per immigrati clandestini. Spesso si confonde la natura dell’immigrazione (o l’emigrazione) che crea il flusso di popoli . L’aspetto, per me, poco comprensibile di questa vicenda è che l’immigrazione clandestina dovrebbe essere oggetto di condanna da parte di tutte le nazioni e non solo da parte di quelle coinvolte direttamente solo perché hanno le coste relativamente facili da raggiungere. Invece assistiamo a commenti e condanne da paesi e enti (peggio) internazionali, vedi ONU, che teorizzano molto la morale ma danno poco seguito in consigli concreti o piani da attuare. Non capisco come si possano tollerare i CTP, CPA, ecc.. sapendo che sono solo l’anticamera del nulla.

Questi non sono flussi migratori dettati da situazioni geopolitiche critiche. Qui ci sono delle vere e proprie organizzazioni che spingono le persone a tentare la via del mare rassicurando i malcapitati, di sicuro la maggior parte, che in Italia esse troveranno via libera all’accoglienza, al mondo del lavoro ad una vita serena e stabile e, in ogni caso, una via sicura verso l’Europa. A prescindere dal fatto che sia vero oppure no, questi poveretti ignorano che dal momento in cui mettono piede nel barcone senza uno straccio di documento addosso acquisiscono lo status di clandestini. E’ doloroso dirlo ma se vogliamo che il sistema-stato funzioni, non devono esserci eccezioni.

Enrico Lucci, tutta la vita!


Blasonati giornalisti più o meno noti al grande pubblico si sprecano, si arrovellano, si ingegnano per essere originali e tenere vivo l'interesse delle persone verso le popolazioni terremotate, ma non vanno più in la della domanda "Come è andata la notte?" o "Cosa mangerete oggi?".

Il servizio di Enrico, del tutto controcorrente, ha dato finalmente merito alla gioia di vivere che in questi casi è forse la cosa più concreta su cui lavorare (giornalisticamente parlando). Ha puntato l'attenzione sulla forzata necessità delle persone di stare insieme e condividere spazi comuni. Con la semplice domanda "cosa facevate normalmente la sera, prima del sisma?", ha spinto le persone a riflettere sul fatto che esse stavano oziosamente appiccicate al proprio divano lobotomizzate dalla TV. Adesso si ritrovano a condividere la piazza, la strada ed il tavolino con le carte da gioco, come unico meraviglioso mezzo di comunicazione e di incontro. Un' agorà dove i bambini ed i ragazzi sembrano rinunciare piacevolmente alle console dei videogiochi per spassarsela all'aperto.

La conversazione tra Lucci e le persone nella tendopoli, durata pochi minuti (e non 4 o 5 sere di fila) era molto leggera, piacevole e scorrevole. Del tutto priva di quella speculazione "misericordiosa" cui spesso tende il giornalista d'assalto, spesso infastidendo l'intervistato, con il solo scopo di suscitare pietà per chi guarda e ascolta.

Difficile aggiungere di più a ciò che è nel servizio. Vi invito a vederlo direttamente dal sito delle Iene.

Quelli che....l'esperimento


Tra un paio di giorni sarà domenica ed andrà in onda "Quelli che il calcio". Vi propongo due esperimenti sullo stesso tema. Requisito fondamentale: guardare "Quelli che il calcio".

Allora, il primo esperimento è di tipo numerico: provate a contare le volte in cui Simona Ventura, nel corso della trasmissione, pronuncia le seguenti parole:

Assolutamente
Naturalmente
Ecco
Per dire
Insomma
Appunto
Cioè
Nel senso che

Scrivetele in un taccuino e mettete le crocette accanto.

Il secondo esperimento, più di carattere ludico, è provare a togliere dal contenuto delle frasi che pronuncia, le parole della suddetta lista. Servirà per capire meglio cosa, in sostanza, vuole dirci.Per farvi un esempio, la scorsa domenica l'ho sentita pronunciare, dopo un assunto, la seguente frase: "Ecco, per dire, insomma". Avessimo tolto le parole della lista, della frase non sarebbe rimasto niente.Ecco, a volte Simona Ventura non dice proprio niente. Però, chissà perché, scatta l'applauso. Misteri della comprensione umana.

Lo spettacolo a tutti i costi: dogma televisivo del terzo millennio


Dogma televisivo del nuovo millennio: sfruttare al massimo la forza della tv, cercando a tutti costi lo spettacolo anche quando, non è richiesto, non è voluto, non è cercato dal pubblico. Non mi è piaciuto, Bruno Vespa quando è andato in giacca e cravatta sulle macerie, quando ha preso in mano un peluche, rallentando la cronaca e costringendola a trasformarsi in qualcosa di diverso. Non mi sono piaciuti i sottofondi musicali volutamente drammatici (comunque fuori luogo, non era ne un documentario, ne un film). Non mi piace quando prende la bacchetta in mano. Non mi piace quando entra il maggiordomo a portare le veline. Non mi piace quando cerca a tutti costi l'estrazione di corpi ancora vivi e gioire di questo non per l'esito dell'operazione, o comunque non solo per quello, ma per il fatto che è avvenuto in diretta durante la trasmissione.

Ma perché è sempre, sempre, sempre necessario costruire fabula & intreccio nell'informazione? Non si può fare semplicemente informazione? A volte viene da pensare che è meglio lasciare accesa una telecamera e tenere aperto un microfono, lasciando che i fatti si raccontino da se.

Visto che un approfondimento sull'accaduto era più che doveroso, avrei tanto voluto che al posto di Porta a Porta, lo speciale lo avesse fatto Report, con la redazione della Gabanelli. Sicuramente il racconto dei fatti sarebbe stato molto più asciutto e, nella sua tragicità, più produttivo. Spero che la nuova generazione di giornalisti non prenda spunto dai nuovi divi dell'informazione, buoni a intortare lo spettatore ( a prescindere dal sentimento) e capaci - per un effetto mediatico perverso, forse dovuto al fondo tinta - di rendere poco attendibile anche l'evidenza dei fatti. Ps.: il discorso vale anche per Matrix.

Un solidale abbraccio di cuore a L'Aquila e tutta la sua provincia. FB